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Lettera del parroco per la ripresa delle celebrazioni con i fedeli

15 Maggio. 2020 Posted by Don Carmelo

Cari fedeli della parrocchia di Dolcedo,
mi rivolgo a Voi a distanza di due mesi dalla mia precedente lettera e a pochi giorni (il 18 Maggio) dalla ripresa delle celebrazioni liturgiche con la presenza dei fedeli.
In questi due mesi abbiamo assistito alle tragiche conseguenze di questa pandemia sulla salute, sull’economia, sui rapporti sociali, sulla vita ecclesiale; possiamo affermare che tutto nella nostra vita sia cambiato e che quel tanto auspicato ritorno alla normalità sia purtroppo ancora lontano.
In questo lungo periodo, trascorso nella maggior parte dei casi rinchiusi in casa, abbiamo assistito a ciò che mai e poi mai ci saremmo aspettati che accadesse nella nostra cara Italia. Non voglio presentare qui l’elenco delle cose negative che sono davanti agli occhi di tutti e che sarebbe davvero lungo ma solo alcuni aspetti che come cittadini e soprattutto come cristiani ci hanno colpito più di ogni altro: la morte di tante persone, molte delle quali anziane, e nella quasi totalità dei casi privi della presenza e del conforto dei loro cari e della consolazione dei Sacramenti, la loro coatta cremazione senza per molti la possibilità di una degna e cristiana sepoltura, l’irruzione, l’interruzione e quindi la profanazione della Santa Messa in diverse chiese da parte delle Forze dell’Ordine; la ostinata decisione da parte del Comitato Tecnico Scientifico e del Governo di non consentire la ripresa delle celebrazioni con i fedeli, il silenzio e la mancata determinazione da parte dei nostri Vescovi nel far riconoscere la libertà di Culto sancita dalla Costituzione e poi la paura, la diffidenza che i continui messaggi dei mezzi di comunicazione e le misure di contenimento del contagio hanno suscitato in tante persone soprattutto quelle più deboli. Quanta tristezza, confusione e in alcuni casi disperazione e rabbia hanno provocato queste nefaste situazioni sopra accennate e tutte le altre che non ho nominato per non mettere il coltello nella piaga.
Come cristiani cattolici non ci lasciamo abbattere e scoraggiare perché abbiamo una certezza che il Signore è con noi e se anche coloro che sono preposti a pascere il Suo gregge, a nutrirlo con la Parola e i Sacramenti sembrano aver abdicato a questo imprescindibile ministero e addirittura abbiano rinunciato alla potestas Ecclesiae per accettare che altri stabilissero le norme liturgiche da seguire in questa emergenza (vedi articolo del prof. Gian Pietro Caliari Quel brutto pasticcio del Protocollo), non ci sentiamo assolutamente abbandonati dal Signore e vogliamo rimanere fedeli a Lui e ai Suoi insegnamenti.
La ormai prossima celebrazione dei Divini Misteri con la presenza dei fedeli ci faccia riscoprire, qualora qualcuno lo avesse dimenticato involontariamente o perché suggestionato da quanti affermano il contrario, la necessità di essere presenti all’Azione Liturgica non solo uniti spiritualmente dalle proprie abitazioni attraverso i mezzi di comunicazione ma con la presenza fisica e l’unione della mente e del cuore a Cristo Gesù che agisce indissolubilmente unito alla Chiesa, Sua Sposa. Solo in questo modo si ottengono tutti i frutti spirituali che il Signore elargisce a quei fedeli che si uniscono nella fede all’offerta del Sacrificio Eucaristico e soddisfano così il precetto di santificare il Giorno del Signore. Vorrei sottolineare che l’assemblea (in latino ecclesìa) liturgica non ha lo scopo di far socializzare i convenuti ma di adempiere quello che è il bene primario del cristiano: dare gloria a Dio e ottenere la salvezza dell’anima.
Il Catechismo della Chiesa Cattolica ci insegna infatti che nella santissima Eucaristia è racchiuso tutto il bene spirituale della Chiesa, cioè lo stesso Cristo, nostra Pasqua (CCC 1324) e in essa abbiamo il culmine sia dell'azione con cui Dio santifica il mondo in Cristo, sia del culto che gli uomini rendono a Cristo e per lui al Padre nello Spirito Santo (CCC 1325).
Proprio perché la Santa Messa ha un valore infinito in quanto è Gesù stesso, vero Dio e vero uomo, che si offre a Dio Padre e nessun’altra preghiera ne uguaglia il valore in quanto in essa è l’uomo che prega Dio e si offre a Lui, vi esorto a non tralasciare la Santa Messa domenicale a meno che le condizioni di salute non lo consentano o come impone il Protocollo si abbia una temperatura corporea superiore o pari a 37,5 gradi o si sia stati a contatto con persone colpite da Covid-19 nei giorni precedenti. San Pio da Pietrelcina soleva dire che “se la gente sapesse cosa è la Messa, dinanzi alle chiese occorrerebbero i carabinieri per governare le folle”. Adesso invece si rende necessaria la presenza di un volontario per far rispettare ai fedeli, che purtroppo sono sempre di meno, la distanza di sicurezza.
Vi invito anche ad accostarvi alla santa Comunione, certamente chi si trova nelle disposizioni richieste dalla Chiesa per poterlo fare, memori delle parole di nostro Signore Gesù Cristo a riguardo: "In verità, in verità vi dico: se non mangerete la carne del Figlio dell'uomo e non berrete il suo sangue, non avrete in voi la vita. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, ha la vita eterna e io lo risusciterò nell'ultimo giorno. Perché la mia carne è veramente cibo e il mio sangue è veramente bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue, rimane in me ed io in lui" (Gv 6,53-56).
Ricordo che il precetto di confessarsi almeno una volta all’anno e comunicarsi almeno a Pasqua resta valido anche nel periodo della pandemia per cui chi non lo avesse fatto si affretti nei prossimi giorni entro la solennità di Pentecoste ad accostarsi con animo sinceramente pentito al Tribunale Divino per ottenere il perdono e al banchetto eucaristico per accrescere l’unione con Cristo e ricevere il pegno della gloria futura. Aderendo all’iniziativa del nostro vescovo sabato 30 Maggio sarò disponibile in chiesa per questo ministero dalle ore 10 alle 12 e dalle 16 alle 18; certamente senza escludere la possibilità di richiederlo in qualsiasi altro giorno.
Mi rendo conto che il timore del contagio possa condizionare qualcuno nella decisione di tornare a frequentare le chiese ed essere presente alle Sacre Funzioni; in tal senso desidero rassicurarvi che nella nostra chiesa parrocchiale saranno adottate le disposizioni previste del distanziamento all’esterno e all’interno dell’edificio sacro che avrà una capienza massima di novanta posti a sedere (due persone per panca per un totale di quaranta posti e cinquanta sedie) l’igienizzazione, l’uso delle mascherine e del liquido igienizzante. Altre disposizioni specifiche le comunicherò durante le celebrazioni.
In questo periodo di emergenza sanitaria sono sospese le celebrazioni negli oratori e nelle cappelle delle frazioni per cui le funzioni a partire dal 18 Maggio saranno tutte officiate nella chiesa parrocchiale con il seguente orario: da lunedì a venerdì S. Messa alle ore 8.30 tranne il giovedì che tornerà ad essere celebrata alle ore 20.00 e seguirà l’Adorazione Eucaristica fino alle ore 21.00; sabato la S. Messa prefestiva sarà celebrata alle ore 18.00; domenica saranno celebrate due S. Messe, alle ore 8.30 e alle ore 11.00.
Sono certo che ciascuno di Voi desidera riprendere a frequentare le celebrazioni in chiesa con rinnovato fervore e impegno nella consapevolezza che proprio la Sacra Liturgia costituisce la fonte e il culmine della vita cristiana e solo per mezzo di essa possiamo pregustare qui in terra la Liturgia del cielo e anticipiamo la vita eterna, quando Dio sarà « tutto in tutti » (1 Cor 15,28).
Non mi resta allora che ringraziare il Signore per questo ritorno alle celebrazioni coi fedeli e pregare perché ciò che di deleterio per il corpo e soprattutto per l’anima abbiamo sperimentato durante questa pandemia non abbia più a ripetersi.
Su ciascuno di voi invoco la Benedizione del Signore per l’intercessione della Beata Vergine Maria affinché possiamo sperimentare la Sua consolazione e ricevere la Sua Grazia e il Suo aiuto.

Dalla casa canonica di Il parroco
Dolcedo, il 14 Maggio 2020

don Carmelo
Festa di San Mattia apostolo